Premetto che non abbiamo visto la città eccetto che attraverso i suoi taxi.
Un’altra giornata bellissima, passata in compagnia delle altre startup e Marco Marinucci e Alberto Onetti di Mind The Bridge.
Al mattino, splendida colazione italiana nel nostro hotel che, se non sapessimo di stare a New York, potrebbe benissimo trovarsi a Roma o a Milano, se non fosse che noi stiamo al 10° piano e gli altri ragazzi stanno al 15° e oltre.
Cappuccino, briosche, fetta di torta… stavo rischiando di mettermi a piangere.
Poi taxi fino alla sede dell’ICE a New York (Istituto Commercio Estero) dove Valentina Petricciulo ha splendidamente organizzato una tavola rotonda con Owen Davis del NYC Seed, di Yao Huang e David Blumenstein di Hatchery e David Lerner del dipartimento del trasferimento tecnologico della Columbia University.
Ci è parso di capire che anche su New York l’ecosistema delle startup sta prendendo piede. Non mi è parso di respirare quella serenità e quel pensiero open che caratterizzano la Silicon Valley ma comunque gli aspetti più significativi sono legati al peso economico di questa città. I clienti sono qui e sempre qui ci sono anche ottimi casi di successo (foursquare e doubleclick ad esempio).
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